Come si gioca
Ognuno ha davanti a sé una carta illustrata scoperta: una chitarra, un broccolo… Per iniziare si mostra una nuova carta, la si gira e la si regala al vicino indicato dalla freccia sul retro: «Ho un bel libro per te». Chi accetta passa a sua volta il regalo più vecchio, coperto, annunciando l’oggetto, anche bluffando. Chi dubita («Non è un libro!») gira la carta: chi aveva torto la tiene come punto negativo e ne regala una nuova. Appena qualcuno arriva a tre punti negativi, la partita finisce; vince chi ne ha meno.
Cosa può allenare
Al centro c’è la memoria di lavoro: ogni nuovo regalo resta visibile solo un attimo, poi bisogna ricordare chi ha cosa e aggiornare tutto a ogni passaggio, anche quando non si è coinvolti. Gli oggetti già passati creano confusione e vanno inibiti. Prima di dubitare serve l’assunzione di prospettiva: la vicina sa davvero che cosa regala o sta bluffando? E chi sbaglia davanti a tutti si esercita a mantenere la calma.
Particolarmente adatto per
- Bambini dagli 8 anni appassionati di giochi di memoria
- Bambini a cui piace bluffare restando impassibili
- Gioco breve per aprire o chiudere la serata
Meno adatto per
- Bambini a disagio quando sbagliano davanti agli altri
- Gruppi numerosi che cercano un gioco da festa leggero
Il nostro giudizio
That’s not a hat è un breve gioco di memoria e bluff per famiglie con bambini a partire dagli 8 anni, meglio in un gruppo di circa quattro persone. Le regole si spiegano in fretta, si ride molto e nel 2023 la giuria Spiel des Jahres lo ha inserito tra i consigliati. I limiti: è faticoso, spesso bastano poche partite, e in un gruppo numeroso diventa molto più difficile.
Per iniziare bene
- Chi dubita non deve conoscere l’oggetto giusto: basta dire che l’annuncio è sbagliato. Chi aveva torto prende la carta come punto negativo.
- Ai bambini che si imbarazzano per gli errori, dire in anticipo che tutti sbagliano: secondo le recensioni si annunciano a torto persino oggetti visibili.
Nel dettaglio
Varianti e numero di giocatori
Secondo Ravensburger la scatola contiene 110 carte; il gioco è pensato per 3-8 persone dagli 8 anni. Il regolamento è disponibile in tedesco, francese, olandese e italiano. Una variante del regolamento parte con due regali a testa. La giuria dello Spiel des Jahres consiglia da 3 a 6 persone; Harald Schrapers, di gamesweplay.de, indica come ideale circa quattro e non vede nel gioco un gioco per grandi gruppi, nonostante l’indicazione fino a 8. Reich der Spiele lo trova decisamente più difficile in gruppi più grandi, e Spieletest.at ritiene che la difficoltà dipenda molto dal numero di giocatori, perché ci sono più carte sul tavolo.
Cosa dicono le recensioni
La giuria dello Spiel des Jahres ha inserito That’s not a hat nel 2023 nella lista dei consigliati e lo definisce un divertente gioco di memoria. All’As d’Or 2023 era nella selezione della categoria Jeu de l’année; il vincitore è stato Akropolis. Harald Schrapers (gamesweplay.de) loda il fatto che si spiega a tutta velocità, ha un flow sorprendente ed è molto divertente. Udo Bartsch di Rezensionen für Millionen apprezza che offra molto gioco con poche regole e forti emozioni. Lo trova però faticoso: dopo una-tre partite di fila basta, rende nervosi e alcuni si imbarazzano per le proprie lacune. La Pöppelkiste lo ritiene divertente per due o tre partite, ma non reggerebbe un’intera serata.
A confronto
Memoarrr! (dagli 8 anni, da 2 a 4 persone, circa 15 minuti) richiede, come That’s not a hat, la memoria di lavoro. Va bene per le famiglie che trovano il Memory troppo monotono, meno per i bambini che sopportano male l’eliminazione precoce. Hanabi (dagli 8 anni, da 2 a 5 persone, circa 25 minuti) richiede, come That’s not a hat, memoria di lavoro e assunzione di prospettiva. Va bene per gli scolari concentrati dagli 8 anni che amano ragionare, meno per i gruppi irrequieti. That’s not a hat punta invece sul bluff e va bene per i bambini che amano mettere su la faccia da poker, meno per i gruppi numerosi in cerca di svago da festa.
Fonti
- Ravensburger: That’s not a hat (pagina del prodotto)
- Ravensburger: regolamento (PDF)
- Spiel des Jahres: That’s not a hat
- gamesweplay.de (recensione)
- Reich der Spiele (recensione)
- Spieletest.at (prova)
- Spiel des Jahres: vincitori 2023
- Wikipedia (in francese): As d’Or
- Festival des Jeux Cannes: palmarès As d’Or
- Rezensionen für Millionen (recensione)
- Pöppelkiste (recensione)
Domande frequenti
Da che età è adatto That’s not a hat?
L’età indicata è dagli 8 anni. Un bambino è pronto se riesce a ricordare per un momento più oggetti e i loro proprietari e prende con calma gli errori davanti agli altri. Se gli sbagli lo imbarazzano subito, il gioco gli piacerà poco.
Quanto dura una partita e quante persone possono giocare?
Una partita dura circa 10 minuti. Giocano da 3 a 8 persone l’una contro l’altra; secondo una recensione, funziona meglio in circa quattro. La partita finisce appena qualcuno ha tre punti negativi.
Che cosa può allenare That’s not a hat?
Può allenare la memoria. Dopo un rapido sguardo a un regalo nuovo bisogna tenere a mente chi ha che cosa e correggere il quadro a ogni scambio, pure quando tocca ad altri, ignorando quelli già ceduti.
Il gioco regge un’intera serata?
Piuttosto no. Diverse recensioni giudicano sufficienti due-tre partite consecutive; inoltre il gioco stanca e rende nervosi alcuni. Va bene per iniziare o concludere una serata di giochi.


