Come si gioca
Due squadre, una griglia di 25 carte-parola. Solo i capi-spia vedono, su una carta chiave, quali parole sono agenti della propria squadra, carte neutre o l’assassino. A turno danno alla squadra una sola parola e un numero, per esempio «acqua, 3»: il numero dice quante carte c’entrano. La squadra indica le carte una a una e prosegue finché indovina, con al massimo un tentativo oltre il numero annunciato. Un errore chiude il turno; chi scopre l’assassino perde. Vince la squadra che scopre per prima tutti i propri agenti.
Cosa può allenare
I capi-spia cercano una parola che colleghi più termini della squadra: servono recupero lessicale e associazioni. Devono confrontare le 25 parole, perché l’indizio non sfiori né quelle avversarie né l’assassino, e ciò impegna la memoria di lavoro; la prima idea va spesso scartata (inibizione). Molte parole hanno più significati («riso»: cereale o risata): passare dall’uno all’altro richiede flessibilità cognitiva. Si aggiunge l’assunzione di prospettiva: i capi-spia stimano ciò che capiranno gli altri, la squadra ricostruisce che cosa intendevano.
Particolarmente adatto per
- Ragazzi e adulti appassionati di parole
- Gruppi da quattro in su
- Chi ama discutere in squadra
Meno adatto per
- Gruppi con vocabolario molto disomogeneo
- In due o tre: solo con regola speciale
Il nostro giudizio
Nome in Codice è adatto a gruppi di almeno quattro persone in cui adolescenti e adulti amano le parole e la discussione. Il punto di forza: Spiel des Jahres 2016, e secondo la giuria spesso segue subito un’altra partita. I limiti: tempi morti durante gli indizi e un lessico disomogeneo al tavolo; le recensioni sono inoltre divise sul fatto che sia un gioco per famiglie.
Per iniziare bene
- Per cominciare spiegare l’annuncio «Acqua, 3»: si intendono tre carte, e la squadra indovina carta dopo carta.
- Prima di ogni indizio passare in rassegna le 25 parole, perché non sfiori né i termini avversari né l’assassino.
- Chiarire subito che scoprire l’assassino pone fine alla partita all’istante.
Nel dettaglio
Varianti e numero di giocatori
Secondo l’editore CGE l’edizione attuale comprende 200 carte con 400 nomi in codice; l’autore è Vlaada Chvátil. Secondo Wikipedia sulla carta chiave si ripartiscono 9 e 8 agenti, 7 carte neutre e 1 assassino. La giuria dello Spiel des Jahres indica da 4 a 8 persone e cita buone varianti per due o tre. Secondo Wikipedia l’edizione tedesca prevede a tal fine una regola speciale: si gioca in cooperazione contro un avversario simulato.
Cosa dicono le recensioni
La giuria dello Spiel des Jahres ha eletto Nome in Codice Spiel des Jahres 2016; al Deutscher Spiele Preis 2016 è arrivato secondo, stando a Wikipedia, dietro a Mombasa. Secondo la giuria dello Spiel des Jahres alla prima partita ne segue spesso una seconda. Hall9000 vede nelle carte fronte-retro un incentivo a rigiocare e ritiene che le varianti per due e per tre funzionino. Secondo Hall9000 il ritmo si inceppa nel dare gli indizi e un anello debole frena il gruppo. Il recensore di Reich der Spiele dice, a proposito della prima edizione, che il divario di vocabolario e associazioni riduce il divertimento; consiglia sei o più persone e non lo ritiene adatto alle famiglie. Ars Technica indica il ritmo come punto debole, ma lo consiglia come gioco di famiglia.
A confronto
Concept (dai 10 anni, da 4 a 12 persone, circa 40 minuti) ha gli stessi tre ambiti, Flessibilità, Linguaggio e Cooperazione, e richiede le stesse tre capacità: flessibilità cognitiva, assunzione di prospettiva, vocabolario e associazioni. Concept si gioca solo da quattro persone in su, Nome in Codice prevede per due o tre una regola speciale; per i bambini molto letterali i simboli di Concept sono spiazzanti. Nova Luna (dagli 8 anni, da 1 a 4 persone, circa 30 minuti) condivide con Nome in Codice l’ambito Flessibilità e richiede come questo flessibilità cognitiva; lì al centro ci sono pianificazione anticipata e pensiero spaziale. Nome in Codice va bene per ragazzi e adulti appassionati di parole, per gruppi da quattro in su e per chi ama discutere in squadra; è meno adatto ai gruppi con vocabolario molto disomogeneo.
Fonti
Domande frequenti
Da che età è adatto Nome in Codice?
Nome in Codice è indicato dai 10 anni. Un bambino è pronto quando sa gestire parole ambigue e gli piace intuire cosa intendano gli altri. Sulla sua idoneità come gioco per famiglie le recensioni non concordano: i gruppi con un lessico molto disomogeneo ne traggono meno piacere.
Quanto dura una partita e quante persone possono giocare?
Una partita dura circa 15 minuti. Giocano da 2 a 8 persone in due squadre l’una contro l’altra, meglio da quattro in su. In due o in tre serve una regola speciale.
Che cosa può allenare Nome in Codice?
Nome in Codice può allenare flessibilità, linguaggio e cooperazione. Chi dà l’indizio cerca un termine adatto a più carte proprie senza avvicinarsi alle parole avversarie né all’assassino; la squadra poi ricostruisce insieme cosa si intendeva.
Nome in Codice funziona in due o in tre?
Sì, con una regola speciale: si gioca in cooperazione contro un avversario simulato. La giuria loda le modalità per piccoli gruppi e una recensione conferma che funzionano.



