Come si gioca
Tutti iniziano con otto carte semplici e ne pescano quattro. Con queste si muove la pedina su un percorso componibile: la giungla richiede machete, l’acqua pagaie, i villaggi monete – una sola carta per casella, con il simbolo giusto e forza sufficiente. Con le carte rimaste si compra al mercato una sola carta nuova per turno, che arriva in mano solo dopo il rimescolamento. Chi raggiunge El Dorado fa scattare l’ultimo giro; se arrivano in più, decidono le barriere superate.
Cosa può allenare
Il gioco chiede soprattutto pianificazione anticipata: quale percorso si adatta al mio mazzo, quale carta manca per il tratto d’acqua più avanti? Si aggiunge la capacità di rimandare la ricompensa, un aspetto del controllo degli impulsi: usare le carte per comprare invece che per avanzare costa un po’ di terreno, ma di solito poi si corre più veloci. Poiché ogni mano è diversa e le pedine altrui bloccano le caselle, i piani vanno adattati di continuo: entra in gioco la flessibilità cognitiva.
Particolarmente adatto per
- Ragazzi dai 10 anni che scoprono i giochi di strategia
- Famiglie che vogliono provare il deck-building
- In due: ognuno guida due pedine
Meno adatto per
- Bambini impazienti – l’inizio è faticoso
- Tavoli piccoli: tabellone e mercato occupano spazio
Il nostro giudizio
El Dorado è adatto a famiglie con bambini a partire dai 10 anni che vogliono provare il deckbuilding. La giuria ha lodato l’unione immediata di deckbuilding e corsa; nel 2017 è stato tra i nominati allo Spiel des Jahres. I limiti: il tema è posticcio, l’inizio è lento, la pesca incide e plancia e mercato occupano molto spazio.
Per iniziare bene
- Liberare un tavolo grande: plancia e mercato occupano parecchio spazio.
- Chiarire subito che per ogni casella conta una sola carta: le carte non si combinano.
- Ricordare che le caselle occupate sono bloccate: le pedine altrui entrano quindi nel proprio piano.
Nel dettaglio
Varianti e numero di giocatori
Poiché in due ognuno guida due pedine, secondo il riassunto delle regole di UltraBoardGames bisogna portarle entrambe fino a El Dorado. Ravensburger presenta il gioco come particolarmente valido in due. Il tabellone è componibile, e l’edizione attuale contiene 36 tessere per la variante con le grotte. Secondo Wikipedia il gioco permette anche di togliere carte dalla partita. Brettspielbox osserva che sfoltire il proprio mazzo attenua la fortuna nella pesca.
Cosa dicono le recensioni
Allo Spiel des Jahres 2017 El Dorado era in nomination insieme a Magic Maze, e a vincere è stato Kingdomino. Brettspielbox lo definisce un ottimo gioco per famiglie e descrive il dilemma tra avanzare in fretta e rafforzare la propria squadra. Reich der Spiele riferisce di due schieramenti: i giocatori esperti dopo poche partite avevano poca voglia di rigiocare, mentre i gruppi di famiglie volevano subito ricominciare. La stessa recensione ha trovato faticosa l’avanzata iniziale e avrebbe voluto un tema con più anima. Shut Up & Sit Down loda un design solido, semplice e pulito.
Fonti
- UltraBoardGames: panoramica delle regole (in inglese)
- Wikipedia: Wettlauf nach El Dorado
- Ravensburger: Wettlauf nach El Dorado (pagina dell’editore)
- Brettspielbox (recensione)
- Wikipedia: Spiel des Jahres
- luding.org: Wettlauf nach El Dorado
- Reich der Spiele (recensione)
- Shut Up & Sit Down (recensione, in inglese)
Domande frequenti
Da che età è adatto El Dorado?
L’età indicata è dai 10 anni. Un bambino è pronto se gli piace pianificare e confrontarsi con la strategia. I bambini impazienti sopportano peggio l’inizio faticoso.
Quanto dura una partita e quante persone possono giocare?
Una partita dura circa 45-60 minuti. Giocano da 2 a 4 persone in corsa verso la meta; in due, ciascuno guida due pedine. Chi raggiunge El Dorado fa scattare l’ultimo turno.
Che cosa può allenare El Dorado?
Può allenare logica e pianificazione, oltre alla flessibilità. Bisogna scegliere una strada adatta al proprio mazzo e, poiché le pedine altrui occupano caselle, i piani cambiano di continuo.
Bisogna conoscere il deckbuilding?
No. Una recensione lo descrive come deckbuilding senza la complessità di Dominion: si parte con otto carte semplici e se ne acquista al massimo una nuova per turno.



